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Tali Sharot - piano con conchiglie e pietre minerali

Stress e distrazione: guardate meglio

Stress e distrazione sono profondamente connessi. Cosa ha a che fare lo yoga con il cervello?

Prendo a prestito il titolo di un libro: “Guardate meglio, perché l’abitudine rende ciechi” di Tali Sharot.

La neuroscienza ha calcolato che viviamo con il “pilota
automatico”, ovvero assenti all’esperienza intima dei nostri stati mentali,
senza nemmeno rendercene conto, per almeno metà della giornata.

Più tempo trascorriamo in uno stato di scarsa attenzione e maggiore
sarà la nostra sensazione di insoddisfazione vitale. Più la nostra mente
funzionerà in modalità “ruminazione”, detto in modo yogico la vita privata del
cervello giace in un turbinio di vrtti,
meno saremo resilienti alle avventure, interiori ed esteriori, della nostra
esistenza.

Osservare sé stessi e il mondo non è proprietà esclusiva di
una scuola o di un metodo ma una proprietà della vita. E non una qualsiasi.

Mi ha fatto un po’ tenerezza sapere che uno degli studi che
ha rivoluzionato la comunità neuro-scientifica fosse la scoperta che il modo in
cui respiriamo modella la nostra risposta neuronale o che lo stato mentale si
acquieta all’ascolto delle sensazioni corporee. La sapienza dello yoga e la sua
esperienza ne è intrisa, la direzione della pratica è sempre quella di
rinnovare la collaborazione e l’equilibrio tra i corpi che ci
costituiscono. 

Ci siamo lasciati al ritiro estivo proprio con la questione
del furto di attenzione cui siamo costantemente sottoposti (dai social, dal
digitale, dalla velocizzazione del ritmo di vita, dall’iper-stimolazione visiva
e informativa, eccetera), figuriamoci la difficoltà ad essere in una condizione
di presenza e di consapevolezza. Un esempio che rende bene questa condizione attuale
è quello di avere un ablatore fisso in bocca. Immaginiamo di avere un ablatore
fisso in bocca, quello con cui il dentista toglie il tartaro. Tutto il giorno
un ablatore ronzante in bocca.
Il peggio è che ci sia abitua e non lo si nota più; resta solo la sensazione di
qualcosa che non va. Non si sa bene cosa, una specie di fastidio che limita la
vitalità e la capacità di attenzione.

Dai, allora, togliamoci l’ablatore. Sai mai che ritorni il
senso di meraviglia.

 “Noi esseri umani possiamo adattarci moltissimo: è facile finire come
sonnambuli in uno stato di stress e distrazione cronici, senza nemmeno pensare
che le cose potrebbero andare altrimenti.”

(T. Harford)

 

Per i curiosi:

T. Sharot e C. R.
Sunstein – Guardate meglio, perché l’abitudine rende ciechi – Raffaello Cortina
ed.

N. Castellanos – Lo
specchio del cervello, neuroscienza e meditazione – Ponte alle Grazie ed.

insegnante yoga bologna - immagine di Barbara Villa mentre legge seduta a terra all'interno dello studio yoga Vidya

Ciao, sono Barbara Villa

Mi piace leggere, scrivere, covare pensieri, rovistare bellezza, stare ferma in silenzio, gustare il corpo in movimento. Puoi curiosare in questo blog, spero che troverai nuove domande.

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