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mani giunte rivolte al centro del soffitto del centro yoga Vidya

Yoga, arte, spiritualità

  1. La parola spiritualità mi suscita reazioni opposte: da una parte resistenza perché mi evoca atteggiamenti posticci di finto moralismo o narcisistica compassione, d’altra parte attrazione perché invoca il lato celato dell’esistenza umana. Abbiamo condiviso altri possibili significati in una lezione del mercoledì sera: invisibile, trascendente, sottile, transpersonale, sacro, alterità.

Yoga, Arte e Spiritualità

Abbiamo considerato la parola spiritualità con un senso introspettivo, forse anche intimo. In fondo, l’etimologia del termine spirituale deriva da spirare cioè respirare, spiritualis ne è l’aggettivo, respirante e respirato.

Ecco, questo significato semplifica e aggrega.

Io respiro ed è gratuito. Mi accorgo di respirare ed è occasione di grazia.

Spiritualità non è ambito esclusivo della religione come non è detto che sia il polo antagonista della posizione materialista e atea.

In un’interessante conferenza presentata allo Yoga Festival di Parigi, Philippe Filliot, praticante yoga e professore d’arti plastiche dell’Università di Reims, accomuna yoga e arti in una stessa esperienza spirituale. Yoga e arte come vie di trasformazione e conoscenza di sé, laddove yoga è un’esperienza artistica senza opera d’arte. Filliot riprende la definizione di yoga degli Yoga Sutra di Patanjali ovvero che lo stato di yoga si dà quando si sospende il turbinio mentale e mostra come l’esperienza dello spettatore di un’opera d’arte o dell’artista accadono, appunto, in questa sospensione. Le funzioni mentali di rappresentazioni e controllo si sospendono, siamo disponibili a fermarci, ad introvertire il flusso dell’attenzione, ad aprirci in modo sensibile. Passiamo da uno stato ordinario a quello contemplativo.

L’arte e lo yoga suggeriscono quello che sfugge alla prova di realtà dei sensi.

Per esempio, potrei scrivere che tra i benefici dello stare fermi in asana c’è quello di calmare la mente, di rilassare la muscolatura, di equilibrare i poli para e orto simpatico del sistema nervoso, potrei anche segnalare che stare fermi in meditazione rigenera la rete neuronale e ripristina la cooperazione tra emisfero destro e sinistro, eccetera.

Oppure potrei scrivere un pezzetto dello “Studio sullo stare fermi” di Mariangela Gualtieri:

“Stando molto fermi
si può adorare. Si può entrare
nel dolore di un altro e sollevare,
asciugare il bucato. Volare. Si può
far cuore col cuore della terra. Si può
spezzare in infinità l’umana particella
di carne. Scatenare il potenziale atomico
che sta in ogni scaglia
della nostra pelle. Festeggiare da lì
la presente – nostra – eternità.”

È spirituale?

Per i curiosi:

P. Filliot, Illuminations profanes: art contemporain et spiritualité, ed. Scala

P. Filliot, Les 50 mots essentiels de la spiritualité, ed. Albin Michel

P. Filliot, Le yoga comme art de soi, ed. Actes Sud

M. Gualtieri, Le giovani parole, ed. Einaudi

insegnante yoga bologna - immagine di Barbara Villa mentre legge seduta a terra all'interno dello studio yoga Vidya

Ciao, sono Barbara Villa

Mi piace leggere, scrivere, covare pensieri, rovistare bellezza, stare ferma in silenzio, gustare il corpo in movimento. Puoi curiosare in questo blog, spero che troverai nuove domande.

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